Il sito «StudyGuide» propone 12 percorsi didattici dedicati all’Olocausto dei proiettili nei territori occupati dell’Unione Sovietica. Ogni percorso è incentrato su un testimone e sul contenuto della sua testimonianza. Le interviste offrono una prospettiva personale sulle diverse forme assunte dall’Olocausto nei territori orientali e consentono di affrontare l’argomento attraverso la voce diretta degli intervistati.
Consapevoli del fatto che l’Olocausto dei proiettili nell’Europa orientale rappresenti un capitolo della storia del nazionalsocialismo ancora poco presente nell’insegnamento della storia, anche a causa della limitata disponibilità di ricerche, StudyGuide è stato creato per aiutare gli educatori a integrare nei propri programmi didattici, in modi diversi, le testimonianze dirette dei testimoni e i risultati delle ricerche condotte da Yahad – In Unum.
Sulla base del contenuto dell’intervista, ogni percorso è suddiviso in sei sezioni, che collocano il contenuto del video nel relativo contesto storico e sociale.
La prima sezione riassume le informazioni più importanti sul testimone oculare sotto forma di profilo. Essa offre allo studente una breve panoramica contenente il nome, il luogo e l’anno di nascita, l’anno in cui è stata registrata l’intervista e un collegamento alla voce corrispondente su YahadMap, la mappa interattiva di Yahad – In Unum. La mappa raccoglie tutti i luoghi nei quali, dall’inizio delle attività di ricerca fino a oggi, sono state registrate interviste in dieci Paesi: Ucraina, Russia, Bielorussia, Polonia, Romania, Moldavia, Lituania, Lettonia, Estonia e Slovacchia.
La seconda sezione presenta il contesto dei crimini commessi dai nazisti e dai loro collaboratori nel luogo di nascita del testimone, così come descritti nella testimonianza. Vengono indicate date e informazioni specifiche riguardanti anche il testimone e il suo contesto personale. La sezione è accompagnata da una serie di fotografie del testimone, della sua abitazione o del suo villaggio, con l’obiettivo di offrire allo studente un’immagine più concreta della persona che sarà al centro delle sezioni successive.
È inoltre disponibile un glossario che spiega il nuovo vocabolario e aiuta gli studenti a comprendere termini specifici e particolari relativi alla regione dell’epoca, menzionati nel testo o nell’intervista.
La terza sezione costituisce la parte centrale del percorso: un questionario interattivo che consente allo studente di verificare quali informazioni e contenuti siano stati assimilati durante la lettura dei materiali. Al termine della compilazione, il questionario può essere scaricato in formato PDF.
Le sezioni successive forniscono informazioni supplementari.
Esse presentano innanzitutto la storia, in particolare quella ebraica, della località prima dell’invasione nazista. Queste informazioni sono illustrate attraverso fotografie di luoghi storici del villaggio e documenti provenienti dagli archivi tedeschi e sovietici.
Ogni percorso si conclude con una serie di fotografie scattate al testimone durante l’intervista realizzata da Yahad – In Unum.
Tutti i profili propongono un’ampia varietà di fonti primarie e secondarie che devono essere consultate per rispondere alle domande. Le fonti primarie si basano esclusivamente sulle ricerche di Yahad – In Unum, mentre fonti secondarie quali JewishGen, Yad Vashem e l’USHMM, lo United States Holocaust Memorial Museum, vengono utilizzate per garantire una base documentaria affidabile alle informazioni storiche.
Poiché lo studente deve esaminare queste fonti per rispondere al questionario, si trova ad assumere il ruolo di un investigatore.
Da un lato, gli obiettivi di questi materiali educativi sono di natura pedagogica. La strategia didattica basata sul confronto incrociato delle fonti consente agli studenti di sviluppare competenze che richiedono capacità intellettuali diverse da quelle normalmente utilizzate nelle lezioni scolastiche. Il progetto è inoltre pensato per aiutarli a elaborare un approccio critico e articolato e a comprendere l’importanza di fonti solide e adeguatamente documentate.
Dall’altro lato, il lavoro di Yahad – In Unum è dedicato alla conservazione della memoria. Non soltanto della sorte di migliaia di comunità ebraiche sterminate durante l’Olocausto nei territori dell’Europa orientale, ma anche dei crimini commessi dalle unità naziste in queste regioni contro altri gruppi perseguitati, tra cui la popolazione rom, i prigionieri di guerra sovietici e i pazienti degli ospedali psichiatrici.
Negli ultimi anni è diventato evidente che questo lavoro di ricerca rappresenta ormai una corsa contro il tempo. I testimoni locali sono spesso le ultime persone ancora in grado di localizzare i luoghi degli eccidi. Sono molto anziani e il loro numero diminuisce continuamente.
L’associazione si è posta l’obiettivo di trasmettere queste preziose conoscenze alle giovani generazioni, affinché la memoria non scompaia insieme alle comunità che ne sono state vittime.
Riteniamo che sia nostro compito sensibilizzare le giovani generazioni sui pericoli del razzismo, dell’antisemitismo e dell’estremismo, al fine di contrastare la continua diffusione, presente e futura, di movimenti fondati su queste ideologie.